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AZIONE COLLETTIVA 2014

AZIONE COLLETTIVA  2014

Dalla data del 09 settembre 2014 sarà possibile attraverso l'azione legale
intrapresa dallo studio legale ottenere il recupero della borsa di studio o
delle differenze retributive.


Per maggiori informazioni:
contattare lo studio ai seguenti recapiti telefonici: 06 64 56 23 02 - 329 33 93 917

► A seguito dei lunghi iter giudiziari, il diritto dei medici che si sono specializzati  tra il 1983 ed il 2007, per l'ottenimento dei diritti economici previsti  dal decreto legislativo 257/91, è stato oramai pacificamente riconosciuto.
 

La giurisprudenza ha infatti oramai consolidato il diritto alla remunerazione anche in favore di quei medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione a far data dal 1983, data di emanazione  della direttiva  comunitaria che, come ben noto, aveva previsto il diritto ad un riconoscimento economico in favore dei medici specializzandi.

Nonostante i termini fissati dalla Comunità Europea per l'adeguamento alle proprie direttive, lo Stato Italiano è rimasto inerte fino al 1991.
 

La giurisprudenza di legittimità, pertanto, a seguito dell'inadempienza del legislatore Italiano, ha riconosciuto il diritto di ciascun medico al risarcimento del danno conseguente all' illegittimo ritardo nell'opera del recepimento del diritto comunitario (tra le altre Cass. civ 7630/03).

Anche l'ultimo ostacolo, quello della prescrizione è oramai venuto meno, grazie alle due ultime recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione del 2011, che hanno precisato che i termini decorrono dal 1999 e si prescrivono nel 2009.

Attualmente per i giudizi patrocinati da codesto Studio, la richiesta di risarcimento danni è pari  circa ad euro 11.000,00 per ciascun anno di specializzazione, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria.

Anche per gli specialisti che hanno percepito una borsa di studio, di importo minore di quello previsto successivamente al 2007, importanti sentenze di primo e secondo grado hanno stabilito il diritto ha riconoscere nei loro confronti la corresponsione delle differenze retributive non ancora percepite.

Segnaliamo il deposito di disegni di legge sia per i medici che non hanno avuto la borsa di studio che per quelli che l'hanno percepita dimezzata, aventi la funzione di far concludere questo estenuante contenzioso con le amministrazioni inadempienti attraverso l'erogazione di RIMBORSI FORFETTARI da devolvere agli specialisti.

Condizione essenziale per beneficiare del RIMBORSO FORFETTARIO è quella di avere un contenzioso legale in atto prima dell'eventuale trasformazione in legge di Stato  di queste proposte di legge.

Per tanto la partecipazione ad una azione legale, come quella predisposta dallo scrivente studio legale, garantirà la duplice possibilità di vedersi riconosciuti i propri diritti sia in sede giudiziale che in quella stragiudiziale.


PRESENTAZIONE DISEGNO DI LEGGE per specializzati 1993-2005

E' stato presentato al Senato il disegno di legge n. 1269 a cura degli onorevoli D'Ambrosio Lettieri e Augello che prevede un indennizzo forfettario per coloro che hanno frequentato le scuole di specialità fra gli anni accademici 1991/1992 e 2005/2006.

Si segnala pertanto la possibilità di ottenere stragiudizialmente, qualora tale disegno dovesse divenire legge di Stato, un rimborso forfettario per coloro che hanno  frequentato le scuole di specialità senza percepire l'intera borsa di studio così come erogata agli specialisti post  2007.

Tale possibilità è limitata solamente a coloro i quali avranno un contenzioso legale in atto prima che il disegno di legge entri in vigore.

Quindi l'adesione all' AZIONE LEGALE è funzionale per tutti quegli specialisti che non avendo interrotto la prescrizione, vogliano garantirsi la possibilità di ottenere un ristoro forfettario per gli anni di specialità frequentati senza aver ottenuto la borsa di studio così come erogata agli specialisti post 2007.

►Per MAGGIORI INFORMAZIONI e RICHIESTA MODULI PER ADERIRE: info@arslegale.it

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MEDICI SPECIALIZZANDI 1983 - 1991. In Senato Ddl s...

MEDICI SPECIALIZZANDI 1983 - 1991. In Senato Ddl sul RIMBORSO FORFETTARIO per risolvere il contenzioso

A seguito delle numerose sentenze di condanna dello Stato Italiano (vedi da ultimo,Tribunale di Venezia del 8 maggio 2012 n. 759/12) , Corte di Appello di Roma, sentenza n. 2286/2012 del 30 aprile e Tribunale di Roma, sentenza n. 8427/2012 del 26 aprile) è di circa 5,5 miliardi di euro la somma che lo Stato  rischia di dover versare per non aver voluto riconoscere ai medici specializzandi tra il 1982 e il 1991 le borse di studio cui avevano diritto secondo le normative europee. 

Per contenere la spesa per lo Stato e risolvere in modo definitivo la questione, la commissione Cultura del Senato il 10 luglio ha iniziato l’esame del Ddl presentato dal senatore Stefano De Lillo che prevede un rimborso forfettario di 20 mila euro a testa per ogni anno di corso, senza interessi né rivalutazione delle somme, in favore esclusivamente dei medici che si sono già rivolti alla legge per ottenere quanto loro dovuto.                     

La proposta di De Lillo nasce a seguito delle decisioni di diversi tribunali di tutta Italia, che hanno confermato come lo Stato italiano si sia adeguato con molto ritardo alle norme comunitarie e come il diritto dei medici non sia prescritto.
Le direttive europee prevedono, infatti, che coloro che si sono iscritti a un corso di specializzazione a partire dal 1983 debbano ricevere un’adeguata remunerazione sotto forma di borsa di studio. L’Italia ha però recepito la norma solo dieci anni dopo, escludendo dai diritti sanciti di tutti quei medici che avevano frequentato i corsi di specializzazione dal 1982 al 1991.
“Questa iniziativa legislativa – ha spiegato De Lillo illustrando la sua proposta - è l’unica che possa garantire allo stesso tempo sia i legittimi interessi dei medici che non hanno ricevuto quanto loro dovuto, sia l’esigenza dello Stato di contenere i costi.
In tal modo l’Italia riconosce il diritto sancito dall’Unione Europea, come stanno facendo tutte le più recenti sentenze, intraprendendo la sola strada possibile per dirimere definitivamente la questione”.
La via della transazione potrà risolvere in modo definitivo il contenzioso, ma la condizione essenziale per poter accedere a questi rimborsi forfettari è quello di aver già aderito ad una causa prima dell’entrata in vigore della legge. 

Questo significa che tutti coloro che sono interessati direttamente alla vicenda dovrebbero attivarsi in tempi rapidi.
Quindi per poter ottenere la borsa di studio sarà necessario aderire al ricorso promosso dallo studio ARSLEGALE prima che la legge entri in vigore.
Siamo ormai giunti a un momento decisivo: le continue vittorie risarcitorie sono un evento positivo, e confermano quello che abbiamo sempre sostenuto, vale a dire che il diritto dei medici non è ancora prescritto, ma se non si aderisce in tempo alle cause si rischia di non ottenere quanto dovuto».
 


Sentenza n. 8427/12 del Tribunale Civile di Roma


► Con la sentenza in epigrafe il Tribunale Civile di Roma ha riconosciuto il diritto alla remunerazione per quei medici specializzati tra il 1983 e il 1994.

Altresì va evidenziato come la sentenza emessa a seguito di citazione ritualmente notificata in data 2009 si è uniformata al principio ormai consolidato dalla Suprema Corte di Cassazione, in base al quale il TERMINE PRESCRIZIONALE per i medici specializzati nel periodo in oggetto decorre non già dal 1991 bensì dal 1999.

Si tratta certamente di una grande vittoria ma ci corre l'obbligo di sottolineare che questa sentenza  non ha NESSUNA PORTATA INNOVATIVA, in quanto ha riconfermato quanto già statuito dalla Cassazione con la sentenza n. 17350/11
 
In allegato la sentenza per esteso del Tribunale Civile  di Roma.
sentenza tribunale di roma n. 8427/12.pdf

IRRETROATTIVITA' della legge di STABILITA' per i MEDICI SPECIALIZZATI


Dal 1 gennaio 2012 è entrata in vigore la legge di stabilità
che ha fissato il termine prescrizionale, per gli aventi diritto a 5 ANNI.

A seguito di tale norma è sorto il dubbio se il nuovo termine prescrizionale avesse anche efficacia retroattiva.

A dirimere tale incertezza è intervenuta la Cassazione che con sentenza n.1850 del 8 febbraio 2012 ha stabilito con chiarezza che la norma presente nella legge di stabilità è applicabile solamente ai rapporti sorti dopo il 2012.

Pertanto continuerà ad essere applicato ai rapporti sorti prima del 2012, il vecchio orientamento (sostenuto dalla Cassazione) che fissa in dieci anni il termine prescrizionale per l'esercizio del diritto ad ottenere la borsa di studio o le differenze retributive.
 
COMUNICAZIONI DI SERVIZIO

COMUNICAZIONI DI SERVIZIO

- 1 BLOCCO - Per gli  ADERENTI al  ricorso medici specializzati  2011
  Siamo a comunicarVI che a seguito del deposito degli atti di citazione effettuati il 30 dicembre 2011,

► (MEDICI 1983-1994).
Sono stati concessi termini per COMPARSA CONCLUSIONALI entro 60 gg dal 7 marzo.
 
► (MEDICI POST 99).
L' udienza per LE PRECISAZIONI DELLE CONCLUSIONI è stata rinviata  causa indisponibilità giudice al 24 aprile 2015, ore 09,45



- 2 BLOCCO - Per gli ADERENTI al ricorso medici specializzati 2012
  Siamo a comunicarVI che a seguito del deposito degli atti di citazione effettuati il 28 luglio 2012.

► (MEDICI 1983-1994).  
La prossima udienza per LE PRECISAZIONI DELLE CONCLUSIONI è stata fissata il  28 aprile 2016, ore 9,30

► (MEDICI POST 1999).
L' udienza per LE PRECISAZIONI DELLE CONCLUSIONI è stata RINVIATA al 24 novembre 2015, ore 09,45



- 3 BLOCCO - Per gli ADERENTI al ricorso medici specializzati 2013
  Siamo a comunicarVI che a seguito del deposito degli atti di citazione effettuati il 01 febbraio 2013.

► (MEDICI 1983-1994).
L'UDIENZA PER LE PRECISAZIONI DELLE CONCLUSIONI è stata fissata il 26 maggio 2016, h 10,30.

► (MEDICI POST 1999).
L' UDIENZA PER LE PRECISAZIONI DELLE CONCLUSIONI è stata fissata il 4 febbraio 2015, h 11,00.


- 4 BLOCCO - Per gli ADERENTI al ricorso medici specializzati 2013
 Siamo a comunicarVI che a seguito del deposito degli atti dicitazione effettuati il 31 luglio 2013.

► (MEDICI 1983-1994).
L' udienza per l'assunzione dei mezzi di prova è stata fissata per il 27 marzo 2015, h10,30.

► (MEDICI POST 1999).
L'udienza per l'assunzione dei mezzi di prova è stata fissata il 04 novembre 2014, h.10,00.


- 5 BLOCCO- Per gli aderenti al ricorso medici specializzati fine 2013
Siamo a comunicarVi che a seguito del deposito degli atti di citazione effettuati il 30 dicembre 2013

 ► (MEDICI 1983-1994).
 L'udienza per l'ASSUNZIONE DEI MEZZI DI PROVA è stata fissata il 21 gennaio 2015, h. 9,40


 ► (MEDICI POST 1999).
 L'udienza per l'assunzione dei mezzi di prova è stata fissata il 04 novembre 2014, h.10,00.

- 6 BLOCCO- Per gli aderenti al ricorso medici specializzati fine 2013
Siamo a comunicarVi che a seguito del deposito degli atti di citazione effettuati il 29 luglio 2014

  ►(MEDICI 1983-1994).
  La prima udienza di comparizione  è stata fissata il _______ .


  ► (MEDICI POST 1999).
  La prima udienza di comparizione è stata fissata il _________.



 


SENTENZA DELLA CASSAZIONE N.1850 del 8 febbraio 2012


SENTENZA DELLA CASSAZIONE N.1850 del 8 febbraio 2012

RESPONSABILITÀ DELLO STATO PER OMESSO
RECEPIMENTO DI DIRETTIVE COMUNITARIE 
in relazione ALLA LEGGE DI STABILITÀ 2012.
 
In tema di responsabilità dello Stato per mancato recepimento di direttive comunitarie, la norma introdotta dall'art. 4, comma 43, della legge n. 183 del 2011, secondo la quale la prescrizione del diritto al risarcimento del danno soggiace al termine quinquennale ex art. 2947 cod. civ., vale soltanto per i fatti verificatisi successivamente alla sua entrata in vigore, poiché essa non evidenzia i caratteri della norma interpretativa, idonei a sottrarla al principio di irretroattività.
 
Ne consegue che, per i fatti anteriori alla novella, opera la prescrizione decennale, secondo la qualificazione giurisprudenziale nei termini dell'inadempimento contrattuale.
 
(Principio affermato in fattispecie relativa al danno da omesso recepimento delle direttive CEE sui compensi dei medici specializzandi).  
 
NOVITA'  MEDICI SPECIALIZZATI 1982 -1994

NOVITA' MEDICI SPECIALIZZATI 1982 -1994


PERCHE' FARE RICORSO ORA
Ritorna di nuovo in auge l'annosa questione che ha visto coinvolti tutti quei camici bianchi che hanno frequentato le scuole di specializzazione nel periodo compreso tra il 1982 ed il 1994, i quali, a causa dell'inadempienza dello Stato Italiano, non hanno potuto fruire del corrispettivo previsto, nonostante ne avessero tutti i diritti.
 
Dopo anni di ricorsi, di successi ma anche di parecchi insuccessi causati solo ed esclusivamente dal problema della prescrizione, finalmente è intervenuta la Suprema Corte di Cassazione a far chiarezza mediante una sentenza che senza dubbio passerà alla storia.
 
Questa sentenza ha segnato uno spartiacque, un punto di non ritorno soprattutto in merito alla fondatezza della proposizione di un ricorso per il riconoscimento della borsa di studio.
 
La III sezione civile della Cassazione con la sentenza n. 17350 del 2011 ha infatti stabilito che "il decorso del termine prescrizionale scatta solo dopo l'entrata in vigore di una legge riparatoria ed erga omnes".
 
In particolare la Corte ha statuito che in caso di una direttiva comunitaria che necessita di una legge di recepimento, l' inerzia dello Stato fa sorgere il diritto al risarcimento, diritto che è permanente e la cui prescrizione inizia a decorrere solo dal giorno in cui viene promulgata una legge riparatoria completa ed erga omnes.
 
Tale sentenza, risolvendo delle zone d'ombra che ancora gravavano sulla situazione degli EX-SPECIALIZZANDI ha statuito che il loro diritto si prescrive nel termine di 10 anni decorrente dal 27 ottobre 1999.
 
Per tutti coloro che ancora non hanno agito giudizialmente, dunque, sono ancora aperte le possibilità di ottenere finalmente il giusto risarcimento (ammontante fino a  20.000 euro per ciascun anno di specializzazione).
 
Per maggiori dettagli potrete contattare i nostri legali, i quali saranno pronti a fornirVi con la massima serietà e professionalità ogni informazione di cui avrete bisogno, e a valutare caso per caso la Vostra posizione.
 
 A dimostrazione della serietà e della fondatezza dell'azione i legali stipuleranno con i medici che volessero partecipare all'iniziativa, un patto quota lite, in base al quale, oltre ad un piccolo fondo spese di euro 350 si stabilirà che gli onorari dovranno essere versati solo ed esclusivamente in caso di esito positivo della controversia, nella misura pari al 8% di quanto liquidato in sentenza.
 
PER MAGGIORI APPROFONDIMENTI VAI ALLA
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sentenza della Corte di Cassazione n.17350/11

INFEDELTA' CONIUGALE:SI al RISARCIMENTO (Cass. civ...

INFEDELTA' CONIUGALE:SI al RISARCIMENTO (Cass. civ n.18853/11)

La Cassazione ha accolto il ricorso di una donna di Savona, che da dieci anni cerca di ottenere un risarcimento del danno biologico ed esistenziale causatole dalla relazione che suo marito, da cui si è separata consensualmente, aveva intrattenuto con un’altra donna sposata anche lei. 
                                                                         
Finalmente la Suprema Corte di Cassazione precisa il principio della risarcibilita' dei danni derivanti dall'infedelta' coniugale, che rappresenta una delle ragioni piu' frequenti delle crisi coniugali. Cosi' la sentenza della Cassazione n. 18853/2011 riconosce al coniuge tradito il diritto al risarcimento.

Per la verita' negli ultimi anni la Suprema Corte aveva gia' sancito un orientamento giurisprudenziale secondo cui non tutte le infedelta' automaticamente sono motivo di addebito della separazione quanto fonte di risarcimento del danno.
                                                             
In sede di separazione, infatti, il Giudice e' tenuto a verificare caso per caso se l'infedelta' coniugale sia la causa o solo la conseguenza di una crisi gia' in atto.

Con questa sentenza si stabilisce che l'infedelta' che abbia leso la dignita' e l'onore del coniuge tradito rappresenta un illecito civile suscettibile di risarcimento danni. 
                                                                  
In forza di tale orientamento vengono condannate le infedelta' coniugali consumate in modo plateale e che hanno leso la dignita' e l'onore di chi le subisce. Spetta al coniuge tradito provare l'entita' dei danni subiti, sia morali che economici. Con tale sentenza si apre il varco ad una moltitudine di processi per risarcimento dei danni da infedelta' coniugale.
 
Ovviamente, non basta di per sé il tradimento ad aprire la possibilità del risarcimento, ma deve essere comprovato che l’infedeltà, per le sue modalità e in relazione alla specificità della fattispecie, abbia dato luogo a lesione della salute del coniuge, ovvero che per le sue modalità abbia trasmodato in comportamenti che, oltrepassando i limiti dell’offesa di per sè insita nella violazione dell’obbligo in questione, si siano concretizzati in atti specificamente lesivi della dignità della persona, costituente bene costituzionalmente protetto.

Da oggi in poi i partner fedifraghi avranno una ragione in più per preoccuparsi.
 
LA CLASS ACTION

LA CLASS ACTION


Un'azione collettiva
(negli USA conosciuta come class action), è un'azione legale condotta da uno o più soggetti che, membri della classe, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti ultra partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe.
 
L'azione collettiva è prevista dall'art. 49 della legge 23 luglio 2009 n. 99 che ha inserito nel c.d. “codice del consumo” (d.l.vo 6 settembre 2005, n. 206) l'art. 140-bis, con il quale è stata disciplinata l'azione di classe per l'accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni. 

Essa può essere proposta con atto di citazione al Tribunale competente dal singolo cittadino, da un comitato o da un'associazione. Se più soggetti si aggregano e presentano gli stessi illeciti e gli stessi fatti, le procedure vengono riunite. Il nuovo emendamento toglie alle associazioni dei consumatori l'esclusività nel promuovere l'azione, prevista invece nella vecchia versione della legge.                                                        

Il giudice ha facoltà di fissare l'importo minimo dei risarcimenti, valido non solo per chi ha presentato il ricorso con la class action, ma per quanti agiscono in giudizio successivamente alle sentenze dell'azione collettiva, ottenendo dal giudice l'assimilazione della causa individuale all'azione collettiva.  
                                            
Per Consumatore si intende la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta.

Sono dunque esclusi dalla normativa i diritti delle persone giuridiche e dei professionisti.  

La legge esclude il danno punitivo, limitando il risarcimento al solo riconoscimento dei danni subiti, senza prevedere una penalità, anche devoluta allo Stato, per la violazione delle norme e i casi di recidiva.  
                           
Tuttavia, il risarcimento del danno ammesso è inteso in senso lato, non limitato al solo danno materiale, ma anche morale, esistenziale o di immagine, e quindi afferente a un importo che può essere sensibilmente maggiore e penalizzante rispetto a quanto introitato attraverso pratiche illecite.                                                    

Resta la non-appellabilità delle sentenze di primo grado favorevoli alle imprese, che escludono la responsabilità civile delle imprese e respingono le richieste di risarcimento.      
                                                                      
La norma, di dubbia costituzionalità, consente alle società di accordarsi, promuovere e perdere una class action preventiva, in modo da precludere ai consumatori la libertà di azione in giudizio.
                                    
Dopo tre gradi di giudizio e sentenza di Cassazione favorevole ai consumatori che hanno promosso la class action, la legge obbliga i singoli consumatori ad avviare una seconda causa civile individuale con relativi nuovi tre gradi di giudizio, per ottenere quanto loro spetta, tramite l'esecuzione forzata di quelle relative alla causa collettiva.

Se il consumatore perde la causa, può essere obbligato a pagare la pubblicizzazione della sentenza e citato in giudizio per il risarcimento dei danni di immagine alla controparte.